Laura Paoletti – TRA FATTO E IDEALE: FRAGILITÀ E DOVERE DELLA DEMOCRAZIA

(editoriale di Paradoxa 3/2019) Che la nozione di ‘democrazia illiberale’ abbia la stessa consistenza logica di ircocervi e cerchi quadrati (cioè nessuna) è un messaggio che arriva al lettore di queste pagine forte e chiaro. Su tutto il resto, però, le analisi, le argomentazioni e le tesi dei diversi autori compongono un quadro problematico assai più complesso e refrattario a sintesi di comodo. Ma di quale ‘resto’ si tratta, visto che il focus del fascicolo è appunto quello di sostenere che la democrazia o si sostanzia di istituzioni liberali o semplicemente non è? Il fatto è che sotto la superficie del problema esplicitamente tematizzato ne affiora continuamente un secondo, latente e significativamente più spinoso: quello dello stato di salute della democrazia, della democrazia come tale, nuda e cruda, senza la scappatoia di aggettivi di compromesso. E qui le cose si ingarbugliano subito, per due motivi. Il primo è che le diagnosi proposte non sono affatto univoche e coprono un ventaglio di posizioni che va, semplificando, dalle luci del quadro tracciato da Pasquino alle ombre scure, quasi tenebre, dell’analisi di Tuccari: ad un estremo, la convinzione che le democrazie sono in perfetta forma, tanto da aver saputo realizzare il «più grande

Continua

Tavola rotonda – E-democracy?

28 novembre 2013, Roma Sala Lauree, Dipartimento di Scienze politiche, Sapienza – Piazzale Aldo Moro 5 La rete è democrazia in atto o trionfo dell’antipolitica? Tra entusiasmi e inquietudini apocalittiche non è facile capire in che modo internet incida sulla qualità e sulle forme della vita politica contemporanea, in particolare nel nostro Paese. Dar voce ad esperienze diverse e opinioni contrastanti significa indicare la via del confronto senza pregiudiziali come la sola che può consentire un uso ottimale e liberale dei nuovi strumenti interattivi. Questo il tema trattato nel fascicolo di Paradoxa 3/2013 , «e-democracy».

Continua

Tavola rotonda – Il malessere della democrazia (o dei suoi teorici)

7 ottobre 2011, Roma Camera dei Deputati, Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto, Via del Seminario 76 A partire da Paradoxa 2/2011 “Quelli che…la democrazia” Il numero di Paradoxa sulla democrazia propone uno spartiacque inedito, che rimodella quelli tradizionali (destra/sinistra, democrazia formale/d. sostanziale, etc.): da una parte vi è chi pone, con forza, il problema di uno stato di malessere del sistema democratico, arrivando, al limite, alla denuncia di un’emergenza democratica in Italia; dall’altra c’è chi colloca questo malessere non tanto a livello della democrazia reale, quanto a livello di teorie che paradossalmente – nel tentativo di difendere o celebrare la democrazia come valore – tradiscono tratti profondamente antidemocratici. Si impongono alcune domande: la democrazia è un valore o uno strumento? Quali e quanti diritti (sociali, politici, etc.) sono costituzionalizzabili? E quali e quanti sono compatibili fra loro? Le forme di governo sovranazionali sono ‘diversamente’ democratiche? Come pensare lo spazio (democratico) per un conflitto tra visioni alternative di democrazia? Interventi: Partecipanti: Dino Cofrancesco, Alessandro Ferrara, Corrado Ocone, Piero Ostellino, Vittorio Emanuele Parsi, Gianfranco Pasquino, Antonio Polito

Continua

Franco Chiarenza – IMPIGLIATI NELLA RETE. E-DEMOCRACY UN PERICOLO PER LA DEMOCRAZIA LIBERALE

(estratto da Paradoxa 3/2013) C’era una volta… Grillo e il suo fantasioso quanto effimero movimento pentastellare. Il mondo politico, gli intellettuali dei salotti «politically correct», giornalisti, imprenditori, sindacalisti e quanti altri avevano assistito con sgomento alla clamorosa affermazione elettorale di un partito nato e cresciuto in internet, hanno tirato un sospiro di sollievo quando gli esiti delle elezioni amministrative hanno mostrato un evidente riflusso di un’ondata che si era in gran parte alimentata dell’indignazione diffusa e profonda nei confronti di una classe dirigente del Paese apparsa ai più inadeguata, corrotta, insensibile e arroccata nei propri privilegi. Le difficoltà di un movimento cresciuto al di là delle sue stesse aspettative, privo di riferimenti ideologici condivisi, unito soltanto da un sentimento irrazionale di adesione a una protesta gridata secondo modalità che (non a caso) appartengono più allo spettacolo che alla politica, sono apparse evidenti anche agli osservatori meno prevenuti non appena esso ha dovuto confrontarsi con scelte di governo che avrebbero richiesto livelli ben diversi di maturità e di esperienza. Ma non è di questo che vogliamo parlare, e men che meno degli esiti politici che il movimento di Grillo contribuirà, volente o nolente, a determinare in uno dei momenti più accidentati

Continua

Paradoxa, ANNO XIII – Numero 3 – Luglio/Settembre 2019

Democrazie Fake a cura di Gianfranco Pasquino La ‘democrazia illiberale’ ha la stessa inconsistenza logica di ircocervi e cerchi quadrati: ecco il messaggio che arriva al lettore di queste pagine, forte e chiaro. A ben guardare, però, le analisi, le argomentazioni e le tesi dei diversi autori compongono un quadro assai più complesso, refrattario a sintesi di comodo. Ma il focus del fascicolo non è allora quello di sostenere che la democrazia o è liberale o, semplicemente, non è? Sì e no. Sotto la superficie del messaggio, infatti, affiora un secondo problema, latente e più spinoso: quello della democrazia come tale, nuda e cruda, senza la scappatoia di aggettivi di compromesso. È qui che davvero le cose si complicano. Indice:

Continua

Paradoxa, ANNO VII – Numero 3 – Luglio/Settembre 2013

e-democracy? A cura di Franco Chiarenza Oggi la democrazia deve fare i conti con internet, nella consapevolezza che esso rappresenta un cambiamento radicale nella storia della comunicazione, che rimette in discussione – nel bene e nel male – il principio della libertà di espressione. Ciò su cui è opportuno interrogarsi, allora, è la natura del legame tra comunicazione virtuale e dimensione politica: la rete incarna la massima espressione della democrazia o, viceversa, rappresenta il trionfo dell’antipolitica? In che modo e in che misura Internet incide e orienta la partecipazione pubblica? La e-democracy impone di ripensare le categorie che codificano i tradizionali sistemi di rappresentanza. Il problema, come sottolinea il curatore Chiarenza, ha una specifica rilevanza in seno a una democrazia che si voglia liberale, ovvero tesa alla salvaguardia dei diritti degli individui. Ed è in questa direzione che, da molteplici angolazioni, si muovono le riflessioni degli autori chiamati a discuterne. Se da un lato, infatti, l’assenza di mediazione partitica o la concezione del partito quale struttura reticolare va nella direzione di un ritorno alla sfera pubblica, dall’altro i rischi inscritti nella democrazia digitale sono molti, e investono immediatamente la quantità delle informazioni rese disponibili, e per contro la capacità critica

Continua

Paradoxa, ANNO V – Numero 2 – Aprile/Giugno 2011

Quelli che… la democrazia a cura di Dino Cofrancesco Il punto di partenza del fascicolo 2/2011 di «Paradoxa», curato da Dino Cofrancesco, è un dato di fatto: la democrazia liberale in Italia è sotto processo da almeno vent’anni. Osserva il Curatore nell’Introduzione che questo attacco «va preso in seria considerazione, anche perché alcune o molte delle disfunzioni che vengono enunciate sono innegabili». Eppure le soluzioni oggi prospettate dai più eminenti teorici della democrazia sembrano talvolta «peggiori dei mali» da curare. Su questo presupposto, gli autori s’impegnano in un serrato corpo a corpo col pensiero di Michelangelo Bovero, Luciano Canfora, Paul Ginsborg, Massimo L. Salvadori, Nadia Urbinati, Maurizio Viroli, Gustavo Zagrebelsky, individuandone sfasature teoriche e incongruenze pratiche. Il fascicolo dà avvio a una formula inedita «a due voci», poi rivisitata nel fascicolo 1/2012 Liberali, davvero!. Vi confluisce – conformandosi spontaneamente al tema in questione, la democrazia – la proficuità della logica conflittuale e del confronto, sin dal primo numero uno dei motivi ispiratori di «Paradoxa». Il risultato, e la traccia che ha definito la discussione scaturita dal numero, è la messa in crisi di un presupposto indiscusso della concezione democratica mainstream in Italia: un’idea «troppo esigente» della democrazia, una concezione «paternalista»,

Continua