Paradoxa, Anno XIV – Numero 4 – Ottobre/Dicembre 2020

Fine della storia? a cura di Giovanni Belardelli Perché è importante sapere quando Cesare ha passato il Rubicone? Cosa significa realmente ‘Medioevo’? Che differenza fa collocare Napoleone nel XIX secolo piuttosto che nel XII? Contestualizzare gli eventi del passato senza schiacciarli sui valori del presente è il vero senso storico che oggi sembra in crisi. Politicizzata o appiattita sul presente, ridotta a successione di date o disancorata dai fatti, condannata o reinventata, la storia appare svuotata del suo significato. Ma qual è, in fin dei conti, il suo significato? Dare una risposta può essere un’operazione meno ovvia di quanto appaia.   Indice:  

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Paradoxa, Anno XIV – Numero 3 – Luglio/Settembre 2020

La Comunicazione al posto della politica a cura di Mario Morcellini e Michele Prospero La politica si sta trasformando nella narrazione che è in grado di offrire di sé. La comunicazione, peraltro, soprattutto nella dimensione digitale, impone i suoi codici, i suoi linguaggi, le regole del ‘suo’ gioco al dibattito pubblico. Lo spazio virtuale spesso plasma letteralmente la realtà: ‘vero’ non è più ciò che corrisponde ai fatti ed è verificabile con dati oggettivi, ma ciò che persuade il sentire comune; ‘reale’ è ciò che viene creduto tale. I media diventano luogo privilegiato non solo di confronto, bensì di costruzione del consenso. Questo numero intende mettere a fuoco caratteristiche e indicatori di tale fenomeno, evidenziandone tratti e criticità.   Indice:    

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Paradoxa, Anno XIV – Numero 2 – Aprile/Giugno 2020

Essere (o non essere) italiani a cura di Gianfranco Pasquino La posta in gioco, quando ci si interroga sull’identità nazionale, è la possibilità di un sentire comune (vissuti, storie, valori, tradizioni), dal quale ‘noi’ italiani abbiamo spesso la tentazione di chiamarci fuori. Un sentimento del ‘non’, vale a dire la resistenza ad accettare quel che siamo senza averlo scelto. Forse dipende dal guardare a noi stessi come soggetti tutti ‘moderni’, cioè autonomi, responsabili, liberi di deciderla, la propria identità. Ma occorre fare i conti con la realtà che non tutto è scelto, voluto. Bisogna riconciliarsi con il fatto che, comunque la si metta, l’essere italiano precede il non sentirsi tale.   Indice:

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Paradoxa, ANNO XIV – Numero 1 – Gennaio/Marzo 2020

L’eterno crepuscolo della politica a cura di Marco Valbruzzi Quel che appare una novità tipica della nostra epoca di decadenza, accompagna, in realtà, da sempre e da subito, la politica come altra faccia della stessa medaglia, come la possibilità, iscritta nella sua stessa essenza, di rovesciarsi nel suo contrario. Pur nell’analisi lucida e impietosa delle ragioni diversificate di crisi, e dei motivi per cui quest’ultima assume oggi tratti del tutto peculiari, crisi dello stato-nazione, tramonto dei partiti, fine delle grandi ideologie, il fascicolo conclude sull’idea che la politica può conoscere momenti di crisi più o meno acuta, ma non scompare mai dall’orizzonte degli uomini.   Indice:

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Paradoxa, ANNO XIII – Numero 4 – Ottobre/Dicembre 2019

Mezzogiorno oggi Le forme nuove di un problema vecchio a cura di Carlo Trigilia A centocinquant’anni dall’Unità, il Mezzogiorno è il grande nodo irrisolto del Paese. Azzardare una diagnosi non è semplice. In tanti battono l’accento sui fattori economici (debolezza della struttura produttiva, arretratezza delle infrastrutture). Giusto, non c’è alcun dubbio, ma bisogna anzitutto chiedersi, in senso radicale: che ruolo riveste 1a rappresentanza politica? Cosa si fa in termini di presenza nel territorio, partecipazione pubblica, istruzione, lotta alla mafia e alla corruzione? Sono domande a cui, quanto prima, occorre trovare risposta. L’autonomia del Mezzogiorno non è problema locale, da demandare o rimandare. In gioco c’è il benessere di tutto il Paese. Indice:

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Paradoxa, ANNO XIII – Numero 3 – Luglio/Settembre 2019

Democrazie Fake a cura di Gianfranco Pasquino La ‘democrazia illiberale’ ha la stessa inconsistenza logica di ircocervi e cerchi quadrati: ecco il messaggio che arriva al lettore di queste pagine, forte e chiaro. A ben guardare, però, le analisi, le argomentazioni e le tesi dei diversi autori compongono un quadro assai più complesso, refrattario a sintesi di comodo. Ma il focus del fascicolo non è allora quello di sostenere che la democrazia o è liberale o, semplicemente, non è? Sì e no. Sotto la superficie del messaggio, infatti, affiora un secondo problema, latente e più spinoso: quello della democrazia come tale, nuda e cruda, senza la scappatoia di aggettivi di compromesso. È qui che davvero le cose si complicano. Indice:

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Paradoxa, ANNO XIII – Numero 2 – Aprile/Giugno 2019

Transizione digitale e mondo del lavoro a cura di Stefano Zamagni In quali modi la transizione digitale incide nelle nostre esistenze e nel vivere comune? È giustificato temere che le macchine soppianterann il lavoro umano? Se hanno torto i laudatori acritici della Quarta rivoluzione industirale, non hanno ragione i suoi denigratori. Come collocarsi, dunque, rispetto a questo mutamento in atto? A tali interrogativi prova a rispondere questo numero di Paradoxa. Convinzione di fondo è che sia riduttivo, e maldestro, trattare 1a rivoluzione digitale solo sul piano tecnologico. Al contrario, é un processo che investe l’essere umano nella sua integralità, dalla quotidianità del singolo alla struttura delle società. Solo con questo sguardo la transizione digitale potrà essere guidata con competenza e saggezza, e non subita con timore.   Indice:

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Paradoxa, ANNO XIII – Numero 1 – Gennaio/Marzo 2019

Economia e nuova sovranità. L’urgenza di una politica economica europea a cura di Paolo Onofri È sensazione diffusa che l’economia, non la politica, sia il vero luogo in cui si concentra oggi il potere. Mercati finanziari e multinazionali sembrano i soli attori capaci di determinare, secondo i propri interessi, l’accadere degli eventi; e una realtà politica come l’Unione Europea, che assomma le debolezze dei singoli paesi membri, appare inutile o peggio dannosa. In netta controtendenza con una simile narrazione, questo fascicolo rilancia l’idea di una politica economica. L’obiettivo è sollecitare il lettore a prendere atto di quanto vi sia di “scelto”, – frutto cioè di decisione tutta politica – dietro meccanismi e dinamiche che sembrerebbero dati di fatto da accettare come tali. C’è sempre un’alternativa.   Indice:

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Paradoxa, ANNO XII – Numero 4 – Ottobre/Dicembre 2018

Giovani e futuro della politica Oltre il disincanto a cura di Gianfranco Pasquino Sdraiati o squali, stesi sul divano o impegnati a scivolare nel gran mare di possibilità più o meno virtuali del contemporaneo, i giovani sembrano colpire l’immaginario per la loro mono-dimensionalità, per l’assenza di una proiezione verticale che renda loro possibile sollevare la testa dal qui e ora. Ma forse c’è di più. Forse val la pena andare oltre il (vero o presunto) disincanto dei ‘millennials’ per la politica, cercando per loro nuove angolazioni, nuove dimensioni. Interrogarsi sul rapporto tra giovani e politica è, inevitabilmente, interrogarsi sul futuro: il loro, ma anche quanto rimane del nostro. È cercare di capire che cosa diventerà l’Italia e che cosa ne sarà dell’Europa.   Indice:

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Paradoxa, ANNO XII – Numero 3 – Luglio/Settembre 2018

Scuola e digitale a cura di Adriano Fabris La scuola, oggi, vive in un paradosso. Il digitale preme per entrare in classe, ma spesso le porte rimangono chiuse: a mostrare diffidenza, proprio chi educa i giovani a comprendere la realtà nel loro linguaggio. Ebbene, quel linguaggio, oggi, passa per la tecnologia: è impensabile quindi fare come se non esistesse. E allora dove, se non a scuola, i ragazzi possono imparare a fare ricerche su Google, usare Ipad e Kindle, navigare nei social network con consapevolezza, metodo e buon senso? E per altro verso come, se non attraverso la tecnologia, la scuola può ridefinire ruoli e spazi educativi per ottimizzare l’apprendimento? Portare il digitale a scuola, allora, non significa solo consentire l’ingresso a smartphone e tablet, ma ripensare, in modo strutturale, l’insegnamento. Una sfida tutta da ingaggiare, si dirà. Noi, intanto, abbiamo lanciato il guanto.   Indice:

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