Paradoxa, Anno XX – Numero 2 – Aprile/Giugno 2026

Europa sotto attacco? a cura di Emidio Diodato L’orizzonte europeo si articola su due livelli: il primo è quello «geopolitico», sul quale propriamente si attua l’azione dell’UE e sul quale quest’ultima subisce l’«attacco» che queste pagine si incaricano di esaminare, provando a identificare chi lo sferra, a soppesare la gravità della minaccia e, ovviamente, a prefigurare strategie efficaci di resistenza. Il secondo è quello «geoculturale», al quale il primo inevitabilmente fa riferimento, traendone nutrimento ideale o, più spesso, scontandone l’elaborazione incompiuta. L’UE è necessaria, ma non è sufficiente: perché non ci può essere Ue senza idea dell’Europa. Tuttavia il telos europeo non è affatto un destino e deve fare i conti con la sua storia di fatto (anche quella coloniale), con i suoi confini di fatto (che non possono essere arbitrariamente estesi) e con tutti quelli che, di fatto, si trovano nei suoi confini.

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Paradoxa, Anno XX – Numero 1 – Gennaio/Marzo 2026

Copertina Paradoxa 1/2026

Palla al centro. Identikit del partito che (ancora) non c’è a cura di Leonardo Becchetti e Flavio Felice Si farà o no un nuovo partito di centro? E che fisionomia avrà o potrebbe avere? Le analisi qui presentate convergono almeno su un aspetto: il centro non è un luogo o una collocazione, ma un’operazione, una «sintesi», un «metodo», una «chiave di lettura», una «postura», una «cultura», una «prassi». Lo sforzo, da parte di tutti gli autori è quello di profilare l’identità centrista con contenuti il più possibile nitidi, tra i quali emergono senz’altro: personalismo, europeismo, principio di sussidiarietà, ispirazione cristiana, salvaguardia delle istituzioni e dell’interazione con i corpi intermedi (contro la disintermediazione), opzione in favore della complessità di contro a soluzioni semplificatorie e polarizzanti.  

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Paradoxa, Anno XIX– Numero 4 – Ottobre/Dicembre 2025

L’etica pubblica ma non solo a cura di Gianfranco Pasquino Il fascicolo affronta la questione di quel divorzio tra morale e politica che, più o meno legittimamente, si è soliti far risalire alla teorizzazione machiavelliana dell’autonomia del politico e, più in generale, critica la fiacchezza della sensibilità media per la cosa pubblica e per le istituzioni. Posto, però, che l’etica debba riflettersi nella politica, quale etica? Quale tra i modelli dominanti – etica deontologica, etica delle virtù, etica dei valori, consequenzialismo – si presta meglio a essere ‘tradotto’ nei termini della politica, a irrobustirne il tessuto di relazioni e istituzioni? Che l’utilitarismo sia la prospettiva cui ci si riferisce con più naturalezza nel dibattito pubblico, non vuol dire affatto che sia scontatamente la più idonea.    

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Paradoxa, Anno XIX– Numero 3 – Luglio/Settembre 2025

Transpolitica. Augusto Del Noce interprete del contemporaneo a cura di Danilo Breschi La filosofia di Del Noce può farsi chiave di lettura del presente? In un tempo segnato da trasformazioni culturali radicali, che sembra aver smarrito il senso della trascendenza, riportiamo in scena un pensatore scomodo, (in)attuale, ucronico. ‘Troppo filosofo, troppo credente’. La sua filosofia attraversa il Novecento – fascismo, liberalismo, secolarizzazione, progresso, nichilismo – e ne smonta i miti. Il ri-attraversamento della modernità proposto da Del Noce mostra l’inevitabilità di una rinuncia alle rassicurazioni di un’ontologia tradizionale, la quale cede il passo all’esigenza di una «scommessa» nel senso pascaliano. Il pari che obbliga ogni singolo istante del tempo a confrontarsi con quel che lo trascende, per o contro Dio, si impone in ogni minimo atto della vita quotidiana. Che si abbia fede o no, che si sia o non si sia filosofi.  

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Paradoxa, Anno XIX– Numero 2 – Aprile/Giugno 2025

Religione e infosfera. Relazioni pericolose a cura di Mario Morcellini e Adriano Fabris La relazione tra religione e infosfera è ormai un fatto, che non può esser revocato, ma che può e deve essere pensato. È una relazione pericolosa? E in che consiste esattamente il pericolo? «Paradoxa» prova a rispondere, articolando la domanda su diversi piani: la trasformazione dei mass media in spazi abitativi digitali; l’ambiguità della presenza del sacro nello spazio pubblico; la tentazione della smaterializzazione della salvezza e la seduzione del narcisismo digitale. Ne emergono nuove forme di secolarizzazione, che sollecitano la religione ad abitare l’infosfera nel modo della trasgressione.  

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Paradoxa, Anno XIX– Numero 1 – Gennaio/Marzo 2025

Copertina Paradoxa 1 - 2025

Nostra Sorella Morte a cura di Luisella Battaglia e Stefano Semplici Le questioni legate al ‘fine vita’ sono da sempre al centro del confronto bioetico, anche in conseguenza della rapidità dello sviluppo scientifico e tecnologico e del riconoscimento dell’autonomia del paziente come principio fondamentale. Questo fascicolo si propone di approfondire due prospettive, convergenti sull’idea dell’etica della cura. Pensare la morte degli ‘altri’ – i nostri cari, i ‘lontani’, gli esseri viventi non umani – ci costringe a riflettere sul senso profondo delle relazioni vissute con loro. Nel modo in cui si ‘accompagna’ alla morte si verifica – con la difficoltà e la diversità delle sensibilità che inevitabilmente emergono – la nostra capacità di rispettare la libertà e la dignità di ogni individuo.  

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Paradoxa, Anno XVIII – Numero 4 – Ottobre/Dicembre 2024

Paradoxa 4/2024 copertina

Il sistema politico italiano. Stato di salute a cura di Gianfranco Pasquino e Marco Valbruzzi Al di là di una apparente stabilità, il sistema politico italiano si sta radicalmente trasformando, in parte per volontà dell’attuale governo in carica e in parte per un processo di inerzia rispetto a cambiamenti che avvengono nella società o nel contesto più ampio delle relazioni internazionali. Le componenti del sistema italiano (il regime, le autorità, la comunità) sono messe apertamente in discussione dal governo Meloni, con l’obiettivo di dare vita a una nuova Repubblica.  

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Paradoxa, Anno XVIII – Numero 3 – Luglio/Settembre 2024

Paradoxa 3/2024 copertina

Virtù e limiti del pluralismo a cura di Dino Cofrancesco ‘Pluralismo’ è uno di quei termini che illuminano le menti e riscaldano i cuori. A ben guardare, però, è un concetto ‘instabile’, come gli isotopi radioattivi. Tende cioè a trasformarsi in elementi diversi da quello di partenza, innescando tensioni – non sempre feconde – con i concetti con cui entra in contatto: è in rapporto strettissimo con il liberalismo o la democrazia, ma non coincide né con l’uno né con l’altra; somiglia moltissimo al multiculturalismo, al relativismo, allo scetticismo, ma sarebbe semplicistico e pericoloso confonderlo con essi. Pagina dopo pagina, una variegata fenomenologia dei campi d’applicazione del pluralismo – dalla teoria politica a quella sociale, dalla bioetica alla storia – rende via via più acuta la domanda sulla curiosa struttura interna di questa categoria, irrinunciabile ma votata a tragici cortocircuiti.  

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Paradoxa, Anno XVIII – Numero 2 – Aprile/Giugno 2024

L’Africa tra passato e futuro a cura di Raffaella Gherardi e Vera Negri Zamagni L’immaginario occidentale relativo al continente africano è il frutto di uno sguardo mitopoietico volto ad addomesticarne l’alterità. Le pagine di questo fascicolo si pongono l’obiettivo di smascherare, dati alla mano, pregiudizi radicati e convinzioni diffuse. Si scopre, per esempio, che i flussi migratori africani avvengono principalmente all’interno del continente e che la percentuale degli emigranti africani è inferiore a quella degli asiatici e degli europei. Inoltre, l’idea che le società africane siano intrinsecamente refrattarie alla democrazia per motivi etnico-tribali viene smontata, rivelando come il tribalismo sia spesso un prodotto delle politiche coloniali. Alla convinzione ‘occidentalocentrica’ che l’Africa – come realtà unitaria, coerente e autonoma – in fondo non esista, viene contrapposto il dato di fatto di una agency emergente e in crescita, che rivendica la propria identità e capacità di autodeterminazione.  

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Paradoxa, Anno XVIII – Numero 1 – Gennaio/Marzo 2024

Copertina Paradoxa 1/2024 piccola

Progressismo: prospettive, criticità, attualità a cura di Claudia Mancina Il concetto di progresso è oggi bisognoso di un radicale ripensamento. Nessun orientamento teleologico a priori, nessuno scontato guadagno morale, necessità di distinguere il progresso scientifico in sé. Da ciò scaturisce un progressismo riveduto e corretto, radicalmente non ideologico e che si potrebbe definire a buon diritto critico: un atteggiamento politico che consiste fondamentalmente nella capacità di guardare in modo non sfavorevole e non timoroso al cambiamento, il quale, però, non è ritenuto un valore in sé; un atteggiamento che per queste ragioni è essenzialmente riformistico  piuttosto che massimalista o rivoluzionario; un atteggiamento che non ha remore nel conservare e tramandare tutto ciò che del passato è prezioso e decisivo per costruire il futuro.    

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