Tavola rotonda – Il lato oscuro della comunicazione. A partire da Paradoxa 2/2014

9 febbraio 2015, Roma Sala Perin del Vaga, Istituto L.  Sturzo – Via delle Coppelle 35 Partecipanti: Andrea Bixio, Carlo Donolo, Giacomo Marramao, Mario Morcellini, Stefano Petrucciani, Gennaro San Giuliano. L’incontro è organizzato in occasione dell’uscita del numero della rivista «Paradoxa» I guasti della comunicazione, a cura di Mario Morcellini (VIII, 2, 2014).

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Tavola rotonda – Liberali, davvero!

10 maggio 2012, Roma Palazzo Mattei di Paganica, Sala Igea Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani CON IL PATROCINIO DEL SENATO DELLA REPUBBLICA E DELLA CAMERA DEI DEPUTATI Liberali o liberali immaginari, quelli italiani? Per rispondere al quesito, gli autori di «Paradoxa» 1/2012 chiamano a raccolta giudici autorevoli e imparziali. Kant, Montesquieu, Madison, Tocqueville, Mill, Keynes, Rawls — da una prospettiva privilegiata — esaminano l’odierno tasso di liberalismo in Italia, in un’opera di discernimento che mobilita e ridiscute princìpi, concetti e slogan teorici, politici, economici e morali. Partecipanti: Giovanni Sartori, Benedetto Della Vedova, Gianfranco Pasquino, Antonio Polito, Sofia Ventura

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Tavola rotonda – E-democracy?

28 novembre 2013, Roma Sala Lauree, Dipartimento di Scienze politiche, Sapienza – Piazzale Aldo Moro 5 La rete è democrazia in atto o trionfo dell’antipolitica? Tra entusiasmi e inquietudini apocalittiche non è facile capire in che modo internet incida sulla qualità e sulle forme della vita politica contemporanea, in particolare nel nostro Paese. Dar voce ad esperienze diverse e opinioni contrastanti significa indicare la via del confronto senza pregiudiziali come la sola che può consentire un uso ottimale e liberale dei nuovi strumenti interattivi. Questo il tema trattato nel fascicolo di Paradoxa 3/2013 , «e-democracy».

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Tavola rotonda – Eutopia

21 febbraio 2013, Roma Istituto Luigi Sturzo – Via delle Coppelle 35 La crisi dell’Euro altro non è che la manifestazione più drammatica della crisi politica dell’Unione Europea. Viene meno l’uguaglianza tra gli Stati membri, rinascono spinte regressive a livello nazionale, e si fa sempre più sfumata e controversa la frontiera di quel «non luogo» in cui l’Europa consiste. È necessario, oggi, ravvivare la memoria del principio che anima l’Unione. L’Europa che sarà capace di reggere alla crisi e di diventare anche un’Unione politica, quale che sia il suo assetto, certamente non potrà essere un’Europa a 27 membri, e probabilmente sarà un’Europa a più velocità. (Marta Dassù) Partecipanti: Marta Dassù, Domenico Fisichella, Giacomo Marramao, Vittorio Emanuele Parsi

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Tavola rotonda – Filosofie da prima pagina. Il nuovo realismo e altre fascinazioni

17 dicembre 2012, Roma Fondazione internazionale Nova Spes – Piazza Adriana 15 Filosofie da prima pagina. Il nuovo realismo e altre fascinazioni è il titolo della giornata di riflessione e dibattito, moderata dal giornalista del “Foglio”, “Corriere della Sera” e “Radio 3” Edoardo Camurri e promossa con il patrocinio del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati. Tutti laureati in filosofia, alcuni anche accademici, e tutti giornalisti, o collaboratori dei media, i relatori: Giancarlo Bosetti, direttore di “Reset”, Armando Massarenti, caporedattore dello storico inserto culturale del “Sole 24 ore”, Felice Cimatti, dell’Università della Calabria e uno dei conduttori della mitica trasmissione Fahrenheit di “Rai Radio 3”, Corrado Ocone, della Direzione generale LUISS e penna del “Mattino” e del “Corriere della Sera”, Marcello Veneziani, editorialista del “Giornale”, e Francesca Rigotti, docente all’Università della Svizzera Italiana oltre che firma del “Manifesto”, di “Ticino7” e collaboratrice della Radio Televisione Svizzera. Modera: Edoardo Camurri Intervengono: Giancarlo Bosetti, Felice Cimatti, Corrado Ocone, Armando Massarenti, Francesca Rigotti, Marcello Veneziani

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Tavola rotonda – Uomini o cittadini?

4 luglio 2012, Roma Sala Igea di Palazzo Mattei di Paganica – Piazza della Enciclopedia Italiana 4 Il nostro tempo manifesta in forme inedite la questione della cittadinanza, ponendo problemi che sono ben lontani dall’essere risolti. Il fascicolo 2/2012 di «Paradoxa» Uomini o cittadini? saggia i fondamenti teorici e le ricadute pratiche e normative della dialettica uomo-cittadino. L’assunto è che non esiste alternativa tra i due termini, ma un rapporto d’implicazione reciproca, in cui è l’umanità, e non la sua demarcazione giuridico-politica, a dire l’ultima parola. Il tema è dibattuto nella tavola rotonda del 4 luglio, organizzata dalla Fondazione Nova Spes presso l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana. Guarda il video: Atti: Partecipanti: Sergio Belardinelli, Fabio Macioce, Teresa Serra, Gianluca Sadun Bordoni, Alfredo Mantovano

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Tavola rotonda – È liberale il liberismo?

17 ottobre 2012, Roma Sala Igea di Palazzo Mattei di Paganica, Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani Con il Patrocinio del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati. Fra le lingue più diffuse nel mondo, quella italiana è la sola a contemplare la distinzione fra “liberalismo” e “liberismo”. Per esempio, l’Enciclopedia Treccani definisce il primo termine come un «movimento di pensiero e di azione politica, che riconosce all’individuo un valore autonomo e tende a limitare l’azione statale in base a una costante distinzione di pubblico e di privato», e il secondo termine come un «sistema imperniato sulla libertà di mercato, in cui lo Stato si limita a garantire con norme giuridiche la libertà economica e a provvedere soltanto ai bisogni della collettività che non possono essere soddisfatti per iniziativa dei singoli […]». Questa duplice definizione, che identifica il liberalismo con una concezione filosofico-politica e riserva al liberismo il campo dell’economia, testimonia di quella separazione fra liberalismo politico e liberalismo economico che sta alla base della riflessione dei liberali italiani e che ha agevolato il travisamento della dottrina liberale classica da parte dei nostri economisti. A sua volta, tale separazione è stata innescata dall’assenza in Italia di un’esperienza politicamente significativa di

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