Paradoxa, ANNO VIII – Numero 4 – Ottobre/Dicembre 2014

Dalla quantità al merito Una proposta per valutare gli istituti culturali A cura di Stefano Zamagni Viviamo in una congiuntura storica in cui, complici una crisi finanziaria quasi decennale e una crescente instabilità sociale, ottimizzare le risorse è una necessità imprescindibile; e lo è, di conseguenza, valutare al meglio le prestazioni dei soggetti cui sono destinate. Gli istituti culturali non fanno eccezione. Il fascicolo di Paradoxa 4/2014, Dalla quantità al merito, attraverso le pagine introduttive del curatore Stefano Zamagni, dà voce a una questione ormai ineludibile: in un’epoca che richiede di ottimizzare le risorse disponibili ed esige pertanto la quantificazione in ordine ai risultati prodotti, attribuire un metro di valore anche alla cultura (agli istituti che la promuovono, alla ricerca di coloro che vi partecipano, alle iniziative tese a diffonderla) sembrerebbe, in modo paradossale, l’unica via per tutelarla. Ma è davvero possibile “misurare la cultura”? Senza sottacere le difficoltà teoriche relative a tale interrogativo di fondo, il lavoro delle due autrici Battistoni e Pedrini muove da questo punto per proporre una batteria di indicatori di valutazione per gli istituti culturali, che intende essere uno strumento utile tanto per i decisori, quanto per gli istituti stessi che vogliano impegnarsi in un

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Paradoxa, ANNO V – Numero 1 – Gennaio/Marzo 2011

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Merito/Uguaglianza a cura di Vittorio Mathieu La sezione monografica del primo fascicolo di «Paradoxa» 2011, a cura di Vittorio Mathieu, affronta una questione quanto mai spinosa, quella del «merito». Tradizionalmente in Italia si invoca il merito come panacea. Ma è un criterio morale o di efficienza? E al merito va sempre subordinato il principio di uguaglianza? Il fascicolo definisce sin nella configurazione grafica della copertina una scala ideale, i cui estremi sono appunto rappresentati dal principio del merito, da un lato, e dal principio dell’uguaglianza, dall’altro, da prospettive tematiche distinte eppure connesse: diritto, mercato, politica, scuola e formazione. Prendiamo ad esempio due posizioni agli antipodi, quella di Francesca Rigotti e quella di Vittorio Mathieu. La prima intitola il suo contributo Contro il merito e argomenta: la riproposizione dei criteri di merito ed eccellenza è il frutto della svalutazione del concetto di uguaglianza, che andrebbe rimesso in valore. Il secondo, all’opposto, evidenzia come il merito sia un compito socialmente doveroso. Entrambi convergono però nello smantellare un presupposto diffuso e indiscusso, quello per cui il merito sarebbe un concetto etico-morale. Filo rosso del fascicolo è dunque il carattere problematico del merito, che non va in ogni caso interpretato come imperativo assoluto, ma

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