S. ZAMAGNI, Toward a One World Development Path: the Case for Grassroots Development, Roma 1994, pp. 51

1994 - Toward a one world development path

Dopo una sommaria esposizione degli itinerari di sviluppo che hanno caratterizzato le varie esperienze del dopo-guerra, l’autore passa a considerare i tre principali insegnamenti che da quelle sono derivati. In questo contesto si inserisce la proposta di uno “sviluppo partecipativo” che mediante un coinvolgimento attivo delle popolazioni dei paesi in via di sviluppo ed il mantenimento del surplus economico in loco, consenta un nuovo processo di accumulo e quindi di sviluppo.

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AA.VV., Conflitto e narrazione. Omero, i mass media e il racconto della guerra, a cura di V. Mathieu, Bologna, Il Mulino, 2006 pp. 244

2006 - Conflitto e narrazione

A. Abruzzese, F. Battistelli, U. Curi, C. Jean, E. Manca, V. Mathieu, R. Rega, A. Scurati Vincolati reciprocamente da diversi legami, conflitto e narrazione costituiscono un intreccio difficile da dipanare: da un lato, infatti, la guerra va interpretata come una forma peculiare della comunicazione, piuttosto che come una sua interruzione; e lungi dal poter essere considerato un mero strumento di pace, il dialogo tra soggetti è anzitutto un’occasione di scontro. Le armi, dunque, sono anche parole, e le parole armi. Analizzando come il conflitto sia la trama originaria di ogni narrazione, e come d’altro canto ogni guerra venga inevitabilmente accompagnata da tentativi di reiscrizione in un racconto sensato, il volume propone la necessità di non occultare tale intreccio. La società della comunicazione di massa, infatti, non fa che accentuarne la rilevanza, esponendosi ancora più gravemente al rischio di letture ingenue e dai potenziali effetti esplosivi.

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AA.VV., L’identità in conflitto dell’ Europa. Cristianesimo, laicità, laicismo, a cura di L. Paoletti, Bologna, Il Mulino, 2005 pp. 224

2005 - L'identità in conflitto dell'Europa

S. Belardinelli, G. Dallatorre, J-D. Durand, P. Donati, N. Lobkowicz, V. Mathieu, V. E. Parsi, R. A. Sirico Il problema dell’identità religiosa dell’Europa può e deve essere affrontato in una prospettiva non condizionata dalle contingenze del dibattito politico e soprattutto da pregiudizi ideologici. Alla posizione semplicistica di chi si affanni a tener ben distinto ciò che è cristiano da ciò che non lo è, questo volume oppone un’ipotesi di lavoro: il riconoscimento di una conflittualità strutturale, ma feconda e non distruttiva, tra cristianesimo e laicità è un presupposto fondamentale per la costruzione del futuro del vecchio continente. Gli studi raccolti nella prima parte del libro mettono in evidenza, da un punto di vista storico-descrittivo, come il termine “laicità” assuma diversi significati in differenti contesti culturali, quali quello italiano, tedesco, francese e statunitense. Nella seconda parte invece, a livello più teorico-sistematico, si sottolinea come il rapporto tra Stato e Chiesa (o Chiese) non sia necessariamente di reciproca esclusione: il cristianesimo ha svolto, e può ancora svolgere, una funzione tanto più rilevante per la società quanto più interagisce, secondo la sua tradizione più autentica, con una sfera pubblica riconosciuta nella sua piena autonomia.

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AA.VV. L’economia e lo sviluppo globale della persona e della società, a cura di Vittorio Mathieu, Roma 1989, pp. 121

1989 - L'economia e lo sviluppo globale della persona e della società

K. J. Arrow, P. T. Bauer, A. Bayer, P. Blasi, M. Brighi, H. Campos Menendez, P. Dasgupta, L. Del Favero, A. Fazio, N. Gomes Teixeira, K. Kahane, L. R. Klein, F. König, C. G. Langoni, W. Leontief, S. Lombardini, S. Marglin, V. Mathieu, J. M. Mertes, P. C., Nicola, C. Pace, L. Paoletti, E. L. Paraiso, A. Petrecolla, J. Roemer, P. Sylos Labini, P. Tani, C. Valy Tuho  Partendo dal carattere di planetarietà che caratterizza i fenomeni economici del nostro tempo, viene considerata l’esistenza di problemi che, pur necessitando di un intervento economico non possono essere risolti esclusivamente mediante esso. Occorre, pertanto, collocare l’uomo al centro dell’attività economica, finalizzando questa alla sua completa realizzazione. Ciò facendo si connetterà inevitabilmente l’economia alle altre dimensioni della persona: credere, conoscere, comunicare e agire.

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AA.VV., Per una scienza aperta, Roma 1989, pp. 121

1989 - Per una scienza aperta

P. Blasi, G. Brenci, N. Dallaporta, G. Del Re, F. Facchini, A. Guerritore, G. Melzi, L. Paoletti, G. Prosperi Dalla riflessione sullo specifico contributo che la conoscenza scientifica può dare ad una considerazione dell’uomo inteso come globalità emerge l’inadeguatezza di uno schema che vede collocati su piani non comunicanti i diversi tipi di conoscenza. L’uomo di scienza – in virtù dello stimolo conoscitivo che lo anima e per la sua formazione – è particolarmente sensibile a recepire quanto proviene da altri piani dell’esperienza umana e quindi disponibile a concorrere alla ideale ricostruzione dell’unità della persona.

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AA.VV., Per una cultura del valore, a cura di Armando Rigobello, Roma 1989, pp. 106

1989 - Per una cultura del valore

G. Carcaterra, L. Lepri, V. Mathieu, M. R. Saulle, A. Rigobello, P. Valenza  Alla luce della situazione di smarrimento dell’uomo contemporaneo dovuta alla perdita di riferimenti ideali si avverte la necessità di delineare un orizzonte dei valori fondato su una morale propositiva, non più come insieme di norme bensì, come proposta di contenuti positivi conferenti alla vita senso e pienezza di realizzazione.

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L. PAOLETTI, Ermeneutica delle condizioni umane, Roma 1990, pp. 222

1990 - Ermeneutica delle condizioni umane

Vi sono dei tratti caratteristici che pervadono la vita di tutti, venendo vissuti, di volta in volta, da ciascuno in modo personale. Sono le condizioni umane, le situazioni individuali e irripetibili in cui ciascuna persona si trova a vivere in ciascun momento della sua vita, ed è in esse che si realizza la compresenza di universale e individuale che tante volte la filosofia ha cercato. In quest’ottica i rapporti con l’altro divengono costitutivi, concorrendo l’alterità dell’altro a realizzare la propria individualità.

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AA.VV., Man-Environment and Development: Towards a Global Approach, edited by Paolo Blasi and Stefano Zamagni, Roma 1991, pp. 343

1991 - Man-environment and development

G. Andreotti, S. Balic, P. Dasgupta, J. Eddy, L. Emmerij, W. E. Gordon, R. Hill, T. Imamichi, H. Kakihana, J. Karle, R. W. Kates, T. Kawata, L. Klein, F. König, K. G. Mäler, E. Malinvaud, V. Mathieu, J. McCarthy, G. Melzi, J. Moltmann, H. A. Mooney, I. Musu, C. A. Perrings, G. J. Pereira, B. J. Przewozny, P. Schmitz, L. J. Sison, J. Szenthágothai, I. Rasool, N. A. Robinson, R. S. Yalow, T. H. Weller Muovendo dalla considerazione del ruolo che la scienza deve assumere in modo sempre più responsabile in merito al problema, si è giunti all’affermazione della necessità di una collaborazione di tutte le discipline onde elaborare un’alternativa che consenta di affrontare il problema ambiente in funzione all’uomo globalmente inteso. Nel volume è raccolto il materiale preparato per il IV Incontro di Premi Nobel tenutosi a Roma nel dicembre del 1989.

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