Paradoxa, ANNO I – Numero 1 – Gennaio/Marzo 2007

Conflitto e identità
di Vittorio Mathieu

«Paradoxa ritiene che un pubblico a cui rivolgersi esista. Pensa, in particolare, a coloro che fondano la propria identità su ben sviluppate certezze, e tuttavia convivono volentieri con la portata delle proprie domande». Con queste parole, dall’Editoriale della Direttrice Laura Paoletti, «Paradoxa» dà il via nel 2007 alla propria storia. La scelta del tema non è casuale. Proprio sulle possibili declinazioni del conflitto la Fondazione Nova Spes è andata riflettendo negli anni, nel corso di incontri e convegni: conflitto e immagine, conflitto e mercato, conflitto e regole, conflitto e vita, e ancora, conflitto e identità – il binomio che figura, appunto, nel titolo del primo fascicolo. Si potrebbero applicare alla storia e alla vocazione stessa di «Paradoxa», allora, le riflessioni introduttive svolte nel numero 1/2007 dal filosofo Vittorio Mathieu, Direttore Responsabile della rivista. Il conflitto non è di per sé distruttivo, perché per costruire la propria identità è necessario essere riconosciuti e riconoscere. Come mostrano i casi di competizione, e come rivela una lunga tradizione di pensiero filosofico e di concreti esempi storici, le tensioni dei conflitti possono essere molto proficue se governate da opportune regole. Su questo presupposto, di cui «Paradoxa» farà un vero e proprio assunto metodologico, il numero affronta la questione del conflitto nei suoi più disparati aspetti, dalla laicità messa a tema da Sirico in riferimento al caso americano, al conflitto come guerra dell’informazione, su cui si sofferma Jean, passando per lo scontro di civiltà (Moïsi), il problema del fondamentalismo analizzato da D’Agostino e, infine, il cristianesimo in conflitto oggetto del saggio di Zagrebelsky.


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