Fondazione - Area d'interesse comune

  • Umanesimo globale

    I numerosi riduzionismi, che tentano di risolvere definitivamente il problema dell’umano, non sono mai all’altezza di ciò che promettono. Nessun approccio settoriale è in grado di cogliere, porre, elaborare la domanda che l’uomo è per se stesso; una domanda che incalza il nostro tempo in forme varie: diritti umani, scienze umane, bioetica, sono solo alcuni dei modi per dire l’urgenza di una riflessione antropologica, che sia in grado di rispettare e interpretare la complessità delle dimensioni in cui l’esistenza dell’uomo si dispiega.

  • Intangibles

    Il modello dello homo oeconomicus, del soggetto autointeressato finalizzato al perseguimento esclusivo del proprio interesse, ha fatto il suo tempo. In un’economia post-industriale, gli elementi immateriali – qualità, know how, fiducia, capitale sociale e simbolico – hanno una funzione determinante nel processo di creazione di «valore». Studiare l’incidenza del fattore umano, culturale, etico sul sistema economico non è un’operazione di buona volontà, ma un tentativo di risposta alle trasformazioni dei sistemi di produzione.


  • Conflitto

    Il conflitto è uno strutturale motore di costruzione di identità, per le persone e i gruppi, che faticosamente devono venire a patti con ciò “contro” cui guadagnano il proprio sé. Tale consapevolezza mette proficuamente in questione alcune assunzioni del pensiero comune: così, piuttosto che evidenziare solo le negatività ed i momenti distruttivi del conflitto, e piuttosto che sottolineare una statica antinomia con la pace, appare invece prudente considerarne anche il potenziale evolutivo intrinseco. Le tradizionali suddivisioni disciplinari sono proficuamente scompaginate da una riflessione su questa nozione intrinsecamente paradossale, che, affrontata con una sana distanza rispetto ai clamori dell’attualità, costituisce un fertile filo conduttore di ricerca.


  • Formazione ed educazione

    Pluralismo, complessità, assolutizzazione del modello di conoscenza proprio delle scienze esatte, tecnologie guidate da logiche autoreferenziali, sono gli ostacoli che si frappongono ad una paideia del nostro tempo. E se di fronte all’eclissi dell’educabilità dell’uomo la scuola si esprime solo con la riqualificazione di mestieri e competenze, si può mirare più in alto, ossia ad una formazione che implichi una richiesta totale di verità, intesa non solo come qualcosa che serve, ma come qualcosa che si deve anzitutto servire.